peperoncini piccantiIl Peperoncino è una pianta erbacea appartenente al genere Capsicum, della famiglia delle Solanaceae. Le piante sono dei cespugli, con foglie di colore verde chiaro e fiori viola o bianchi stellati 5-6 petali su fusti teneri. La loro altezza varia dai 40 agli 80 cm. Il frutto è una bacca che può avere colore rosso, verde o giallo e che ha dimensioni e forma diverse in base alla varietà, al suo interno, sono racchiusi numerosi semi a forma di piccoli dischetti giallastri. Si tratta di un arbusto perenne, a vita breve che ha bisogno di molta acqua. Può essere coltivato, ovunque, in campagna, nei giardini, sui terrazzi e sui balconi in città. Il peperoncino si distingue in 5 tipologie più comuni che vengono talvolta ibridate:
  1. Capsicum annuum che comprende i peperoni dolci, il peperoncino comune, il peperoncino di Cayenna e il peperoncino Jalapeño messicano;
  2. Capsicum frutescens, che comprende anche il  Tabasco;
  3. Capsicum chinense, originario dell'Amazzonia, tale specie include l'Habanero, originario dello Yucatan, che risulta essere in assoluto, il peperoncino più piccante;
  4. Capsicum pubescens;
  5. Capsicum baccatum.
Il nome deriverebbe dal vocabolo latino capsa che significa “scatola”. Il termine richiama la forma del frutto, somigliante ad una scatola che racchiude i semi. Il termine “peperoncino” si riferisce invece all’affinità del gusto (ma non dell’aspetto), con quello del pepe. L'origine del peperoncino è Sudamericana. Il suo primo utilizzo risale al 5000 Avanti Cristo, come testimoniato in diversi reperti archeologici ritrovati in Messico e Cile. I Maya utilizzavano il peperoncino piccante come alimento, ma anche per scopi terapeutici. Il peperoncino veniva chiamato, allora come oggi nei paesi dell’America Latina “Chili", termine di derivazione azteca. Quando gli spagnoli sbarcarono in America, gli Aztechi avevano già creato numerosissime varietà. Esistono molte testimonianze che associano l’ultimo Sovrano degli Aztechi, il celeberrimo Montezuma, all’impiego del peperoncino. Si dice che lo mangiasse in diverse pietanze e che lo bevesse anche mescolato con il cacao. In Texas il "Chili" è divenuto oggi sinonimo di un piatto tipico formato da fagioli, carne e peperoncini piccanti. Del resto, anche nella lingua inglese il peperoncino è chiamato “Chili Pepper”. In Europa, inizialmente, fu denominato "Pepe delle Indie". I guadagni che gli spagnoli si aspettavano dal commercio del peperoncino furono però insoddisfacenti, poiché il peperoncino si diffuse molto velocemente, grazie alla sua facilità di coltivazione ed adattamento al clima in tutte le regioni meridionali dell’Europa. Il peperoncino venne chiamato anche "la droga dei poveri" in contrapposizione col pepe, più raro, costoso e riservato alle classi sociali più elevate. Venne presto utilizzato in cucina per le sue proprietà aromatizzanti e fu esportato e trapiantato in Asia e Africa, ove si acclimatò, si diffuse con molto successo e divenne ingrediente, a volte fondamentale, delle cucine tradizionali indigene. semi peperoncino Le sostanze principali contenute nel peperoncino Il peperoncino contiene moltissime sostanze nutritive, è ricco di vitamine, in primis la vitamina C, ma anche le vitamine A, B2, E, PP, K2, rame, potassio, acidi grassi, alcaloidi (Caspsaicina e diidrocapsaicina), lecitina, pectina e altri sali minerali.

Le proprietà terapeutiche del peperoncino

La vitamina C di cui è ricco il peperoncino, previene e cura le malattie da raffreddamento come raffreddore, tosse, faringite, laringite, rinite allergica, asma, sinusite e bronchite. Il peperoncino può essere usato anche come antidolorifico per la cura di artriti e reumatismi, distorsioni, lombaggini ed in alcuni tipi di nevralgie e cefalee. Viene consigliato ed utilizzato anche dalla medicina omeopatica ed un rimedio ritenuto molto valido in diverse medicine tradizionali (tra cui la medicina Ayurvedica). Grazie alla vitamina A, che lo rende un antisettico e antibatterico, si rivela un ottimo alleato contro la candidosi causata da un livello troppo alto del fungo Candida albicans nell’organismo e, grazie alla capsaicina, riduce i livelli di insulina nel sangue. Essa produce adrenalina, che influenza l’attività della tiroide, accelerando il metabolismo, soprattutto quello intermedio, legato in particolare alla digestione. La capsaicina distrugge le cellule cancerogene mediante apoptosi, un processo di “morte cellulare programmata”. Il peperoncino, è alleato della digestione, stimolando la secrezione di acido cloridrico e favorendo l’appetito. Influisce particolarmente sul transito intestinale dei cibi e sull’evacuazione, evitando la formazione e la successiva fermentazione di gas nello stomaco e la stitichezza. In molti temono che il consumo di peperoncino provochi emorroidi, ma questo è dovuto a pregiudizi e disinformazione. La vitamina K2,  presente nel peperoncino ha azione antiemorragica, caratteristica che, gli permette di chiudere le ferite, chiamando in soccorso piastrine, fibrine e tutti i materiali di riparazione, con un aumento del sangue nelle zone interessate fino alla completa cicatrizzazione. I capsaicinoidi, in particolare la diidrocapsaicina e la lecitina (presente soprattutto nei semi), grazie al loro potere fluidificante e vasodilatatore, ostacolano la formazione e il deposito del colesterolo nel sangue, contrastando l’insorgenza dell’arteriosclerosi e dell’infarto e proteggendo complessivamente l’apparato cardio-circolatorio. Il peperoncino concilia il sonno poiché rilascia ossitocina e ha un notevole effetto sul sistema nervoso simpatico e un’azione simil-anfetaminica, migliorando le condizioni dell’umore e il livello di attenzione. Esso è ritenuto già da tempo un elemento dimagrante poiché fa riscaldare il corpo, aiutando a bruciare le calorie in eccesso. Lo hanno scoperto i ricercatori dell’Università della California, che hanno avuto modo di verificare le proprietà benefiche di una sostanza che è presente in molti peperoni e peperoncini, soprattutto in quelli dolci. La sostanza in questione è la diidro capsiato. In un particolare esperimento si è potuto appurare che questa sostanza aiuta a perdere peso stimolando il metabolismo. L’effetto vasodilatatorio della capsaicina favorisce la circolazione sanguigna, anche a livello periferico, per cui il peperoncino giova sicuramente nella sfera sessuale. Il peperoncino inoltre regola in modo efficacissimo la pressione sanguigna, protegge i capillari, combatte l’insorgenza delle vene varicose, favorendo la circolazione sanguigna, cura l'ulcera gastrica, le emorroidi e le ragadi, se utilizzato con moderazione. È indicato per le terapie contro la depressione, l'ansia, l’anoressia e l’alcolismo. Favorisce la sudorazione e viene utilizzato in caso di otite ed insufficienza epatica. Viene utilizzato anche contro, la cellulite, e per ridurre l'incontinenza urinaria. Stimola la regolare attività di cuore, reni e polmoni. Per quanto riguarda l’uso esterno è indicato per la cura di psoriasi, herpes zoster ed acne giovanile e sembra che rallenti la caduta dei capelli. Da quanto emerge da alcuni studi, il peperoncino piccante avrebbe anche un’azione anestetizzante sul corpo. pasta aglio olio peperoncino

Uso Gastronomico del peperoncino

Si tratta di un condimento assai popolare. Impiegato con moderazione, è in grado di valorizzare ed insaporire innumerevoli piatti. È preferibile consumare il peperoncino fresco, per non perderne le proprietà. In ogni caso, il peperoncino può essere conservato benissimo sottolio o in polvere. A livello gastronomico esistono un’infinità di ricette culinarie ed ognuno può lavorare anche con la fantasia, creandone di nuove. Viene impiegato anche per aromatizzare e per realizzare salse piccanti. In Italia il peperoncino è utilizzato ampiamente nei piatti regionali, soprattutto nel meridione peninsulare. All'estero il peperoncino, oltre che in Messico dove viene utilizzato ampiamente nella cucina tradizionale per la preparazione di salse e nel chili con carne, viene impiegato anche in Nord Africa per la preparazione della salsa harissa, in Etiopia e infine in Spagna ingrediente fondamentale del  pulpo gallego e della paella valenciana. muffin al peperoncino

Eros e peperoncino

Il peperoncino, grazie ai suoi principi attivi, al suo sapore, al suo colore e in sostanza al simbolismo piccante che racchiude, è senz’altro una delle piante più adatte a stimolare in noi il desiderio sessuale e a metterci in condizioni migliori per soddisfarlo. Inoltre in base a studi scientifici è stata confermata l’azione fisiologica dei suoi principi attivi in alcune situazioni di deficit erettile. Il peperoncino quindi, può offrire un piccolo aiuto per l’impotenza e l’astenia sessuale, soprattutto se inserito in una strategia di trattamento più generale.

Controindicazioni ed avvertenze

Da questa rapida analisi si può intuire la complessità delle proprietà attribui­te a livello salutare al peperoncino rosso. Non bisogna dimenticare, peraltro, che in certi casi il consumo del peperoncino può essere soggetto a controindicazioni. In particolare esso si sconsiglia a quanti soffrono di aci­dità di stomaco, ulcera e gastroenteri­ti. Il suo consumo non deve mai essere eccessivo e, in ogni caso, dovrà essere sempre dettato dalla tol­leranza personale previa consultazio­ne di un medico. Lorena