Quando e perchè mangiare frutta

Quando e perchè mangiare frutta

Molti credono che per trarre beneficio dalla frutta basti mangiarla ma non è così semplice quanto si pensa.
E’ importante sapere QUANDO mangiarla.

Cosa significa mangiare la frutta in maniera corretta?

SIGNIFICA NON MANGIARE LA FRUTTA DOPO I PASTI!
LA FRUTTA DEVE ESSERE MANGIATA A STOMACO VUOTO

Se segui questa regola la frutta assumerà un importante ruolo disintossicando il tuo corpo, fornendo una grande quantità di energia per la perdita di peso e per altre attività del tuo organismo.

Ad esempio se tu mangiassi due fette di pane e poco dopo due fette di frutta, quest’ultima sarebbe pronta per finire nell’intestino ma tale processo verrebbe impedito a causa del pane ingerito poco prima:
l’intero pasto si decompone, fermenta e si trasforma in acido e quando il frutto entra a contatto con i succhi gastrici e il cibo nello stomaco, l’intera massa di cibo comincia a rovinarsi.

E’ importante dunque mangiare la frutta a stomaco vuoto o prima dei pasti.

Spesso sentiamo persone lamentarsi: “ogni volta che mangio l’anguria rutto”, “quando mangio la banana devo correre in bagno”, ecc.
Se si mangiasse la frutta a stomaco vuoto tutto questo non accadrebbe!
La frutta mescolandosi con la putrefazione degli altri prodotti alimentari produce gas, fermenta e farà gonfiare lo stomaco!

Secondo il dottor Herbert Shelton (educatore alla salute, vegetariano, fautore del crudismo e del digiuno terapeutico, fondatore della corrente naturopatica chiamata igienismo) tutti i frutti diventano alcalini nel nostro corpo se mangiati in maniera corretta.

Mangiare correttamente frutta è il segreto della bellezza, longevità, salute, energia, felicità e peso forma.

Bevi solo succhi di frutta fresca, mai in brik o lattina e nemmeno succhi riscaldati.
Non mangiare frutta cotta perché la cottura distrugge tutte le vitamine e i nutrienti.

Mangiare frutta è meglio che bere un succo di frutta.
Qualora decidessi di bere un succo bevilo lentamente cosicché questo si mescoli con la saliva prima che venga deglutito.

Bastano tre giorni di sola frutta per notare cambiamenti sul tuo corpo.
Ti sorprenderai degli effetti benefici che apporterà sul tuo organismo e sul tuo volto!

Un altro consiglio è quello di non bere mai acqua fredda dopo i pasti.
L’acqua fredda reagisce con gli acidi della digestione e tenderà a far solidificare il pasto appena consumato, rallentando la digestione.
Il composto liquido viene assorbito dall’intestino molto più velocemente rispetto al cibo solido.

Vegetarianesimo: Veganesimo, Crudismo e Fruttarismo

Vegetarianesimo: Veganesimo, Crudismo e Fruttarismo

Vegetarianesimo Veganesimo, Crudismo e FruttarismoIl vegetarianesimo allunga la vita, ed è una soluzione ecologica e rispettosa della natura e degli altri esseri viventi che abitano il pianeta.

La morale comune crede che un’alimentazione equilibrata e sana non possa prescindere dall’assunzione di carne, pesce, latticini e altri alimenti, che vengono spacciati per nutrienti, ma in realtà sono vere e proprie bombe ad orologeria.

Un esempio su tutti sono le classiche merendine preconfezionate, che negli intenti dei pubblicitari e dei produttori sono l’alimento “ideale per l’infanzia”, ma in realtà espongono al rischio di obesità giovanile e altre disfunzioni.

Le diete migliori, anche a detta dei nutrizionisti, sono quelle che riducono (o eliminano del tutto) le proteine e i grassi animali. Se ti stai chiedendo Cosa Mangia il Vegetariano e vuoi sapere Tutto sulla Dieta Vegetariana continua a leggere…

 

Il Vegetarianesimo e il Veganesimo

Il Vegetarianesimo o Vegetarismo è sicuramente la dieta alternativa più diffusa al mondo. La spinta ad abbandonare carne e pesce deriva da motivazioni diverse: religione, etica, ecologismo. E si è evoluta nel corso degli anni, fino a trovare il suo culmine nella dieta così detta vegetaliana (comunemente conosciuta come veganesimo).

Gli individui che adottano una Dieta del Vegetariana e questo stile di vita godono di vantaggi notevoli, rispetto a chi predilige un’alimentazione onnivora. Esistono centinaia di studi, se non migliaia, e tutti dimostrano che il vegetarianesimo, più o meno integrale, contribuisce ad allungare la vita e la qualità media della stessa.

Inoltre il vegetarianesimo sembra avere un ruolo determinante nella prevenzione dell’obesità, dei tumori e delle problematiche cardiache e circolatorie. Il corpo, depurato dalle tossine della carne e dalle sostanze dannose contenute in essa, trova un equilibrio migliore e fortifica le sue difese immunitarie.

Per maggiori informazioni visita il sito dell’ Associazione Vegetariani Italiani

 

Veganesimo Crudismo Fruttarismo

Dieta Ehretista

Verso la fine dell’800 Arnold Ehret ideò una dieta particolare, che si basava su un’alimentazione di tipo fruttariano. Ehret notò che i prodotti di origine industriale, così come quelli di origine animale, erano la causa di ciò che venne definito muco. Questo muco, che veniva prodotto dall’intestino, impediva di assorbire i nutrienti contenuti nel cibo, ed era la causa di disturbi e deficit dell’organismo.

Il muco si diffonderebbe in maniera capillare in tutto il corpo, e data la sua caratteristica pastosa è una fonte ideale per la proliferazione degli organismi patogeni. La dieta ehretista si configura quindi come una dieta vegana, ma portata agli estremi: non solo elimina gli alimenti di origine animale, ma anche quelli prodotti con processi industriali, quindi anche i cibi a base di grano.

 

Vegetarianesimo: Crudismo e Fruttarismo

Il crudismo e il fruttarismo non sono molto diffuse, anche se sono state adottate da personalità importanti della storia umana (vedi Gandhi). Queste diete (completamente prive di derivati animali) contestano la cucina moderna, e in particolare il procedimento di cottura dei cibi. L’esposizione al calore, infatti, non solo riduce le sostanze nutritive presenti negli alimenti, ma è anche causa di intossicazioni di vario livello.

Il fruttarismo, in particolare, consiste in una sorta di ritorno alle origini: essendo l’uomo un animale fruttariano, qualsiasi alimento che non rientra in questa tipologia sarebbe contro natura e privo di potenzialità nutritive, se non addirittura dannoso.

 

Vegetarianesimo nella Storia delle Religioni

Vegetarianesimo nella Storia delle Religioni

Nella storia della civiltà, diverse religioni e sette hanno propugnato il vegetarianesimo, sin dall’alba dei tempi. La ragione di questa filosofia è ovviamente il rispetto del prossimo che non è più visto in ottica antropocentrica, bensì universale. Ogni forma di vita possiede il diritto inalienabile di vivere.

Negli ultimi anni, sempre più persone in tutto il mondo hanno deciso di intraprendere il cammino vegetariano. Una scelta che si è resa necessaria non solo per un sentimento ecologista, ma anche e soprattutto per etica morale. Non è un mistero, infatti, che le condizioni di vita degli animali d’allevamento sono tremende. E qualsiasi essere vivente che ha la capacità di autodeterminarsi, di provare sentimenti, paura e dolore ha diritto di vivere quanto l’essere umano.

 

Vegetarianesimo alle origini del Cristianesimo

La morale comune dei cristiani, o meglio della maggior parte di essi, è che Dio abbia messo a disposizione ogni animale e pianta del pianeta per l’uomo. Non è esattamente così. Se è vero che nella Bibbia alcuni passi si pronunciano inequivocabilmente sulla dubbia utilità dei sacrifici animali, e sul presunto diritto dell’uomo di cibarsi di carne, è altrettanto vero che esistono numerosi resoconti a favore del vegetarianesimo.

Inoltre, è tuttora viva una disputa sulla figura di Gesù, secondo cui probabilmente era esseno. Questa setta, le cui origini sono incerte, praticava uno stretto vegetarianesimo ed una vita morigerata, al limite del cenobitismo. A prescindere da questo, è ormai assodato che tutte le prime sette cristiane seguivano un regime alimentare vegetariano e/o vegano. E i primi padri della Chiesa erano persino più contenuti.

San Pietro, ad esempio, si nutriva principalmente di pane e olive. Ma anche Sant’Agostino si asteneva dal consumo di carne, così come è passato alla storia anche l’amore che San Francesco nutriva verso tutti gli esseri viventi.

 

Vegetarianesimo e l’Induismo

Un altro esempio lampante è quello della religione induista, dove il vegetarianesimo è largamente diffuso e l’uccisione di alcuni animali viene considerata alla stregua di un sacrilegio. Le motivazioni dell’astinenza dalla carne sono diverse.

Il concetto di reincarnazione gioca un ruolo chiave, ma anche le leggi del karma spronano il vegetarianesimo. Nelle membra di un animale ucciso permane la paura (ed il dolore) provato al momento della morte. Chi consuma queste carni, assorbe tutte le energie negative in esse presenti. Proprio per questo l’alimentazione vegetariana favorisce la calma interiore, e permette di meditare meglio.

 

Vegetarianesimo: Buddhismo e Giainismo

Altre religioni consigliano stili di vita più vicini al veganesimo, se non all’alimentazione fruttariana.

Il buddhismo, ad esempio, lascia ampio spazio di manovra ai praticanti, anche se lo stesso Buddha sconsigliava fortemente il consumo di cibi di origine animale.

Il giainismo è forse la filosofia più estrema (almeno agli occhi di un’occidentale), in quanto gli adepti non si limitano ad abolire carne, pesce e derivati animali. Anzi, i giainisti evitano di consumare la parte vitale di un vegetale (come il bulbo di una cipolla), arrivando anche a filtrare la stessa acqua che bevono, o a coprirsi la bocca con un fazzoletto per evitare di ingerire accidentalmente moscerini e piccoli insetti. Tutto questo, per via del grande rispetto della vita come valore universale.

photo credit: SweetOnVeg