CIBO DALL’ELETTRICITA’

CIBO DALL’ELETTRICITA’

Un team di ricerca finlandese ha compiuto un passo verso il futuro degli alimenti sviluppando un metodo per produrre cibo dall’elettricità. Se lo ridimensionamento dimostra di avere successo, potrebbe essere uno strumento nella lotta contro la fame nel mondo e il cambiamento climatico.

 

IL BIOREATTORE ELETTRICO

 

I ricercatori finlandesi hanno creato un gruppo di proteine monocellulari abbastanza nutrienti da essere utilizzate come pasto; il tutto utilizzando un sistema alimentato da energia rinnovabile.
L’intero processo richiede solo elettricità, acqua, anidride carbonica e microbi.

Il cibo sintetico è stato creato nell’ambito del progetto Food From Electricity, che è una collaborazione tra LUT e il Centro di Ricerca Tecnica della Finlandia.

Dopo aver esposto le materie prime all’elettrolisi in un bioreattore, il processo forma una polvere costituita da più del 50 per cento da proteine e dal 25 per cento da carboidrati ed il resto diviso tra acidi nucleici e grassi,con lo stesso valore nutrizionale di un pasto completo – la composizione può anche essere modificata alterando i microbi utilizzati nella produzione.

La fase successiva, secondo Juha-Pekka Pitkänen, principale scienziato del VTT, è di ottimizzare il sistema perché attualmente sono necessarie circa due settimane per produrre un grammo di proteine. Pitkänen ha affermato in un comunicato stampa di LUT: “Attualmente ci stiamo concentrando sullo sviluppo della tecnologia: concetti di reattore, tecnologia, miglioramento dell’efficienza e controllo del processo”.

Secondo Pitkänen ci vorrà circa un decennio prima che questo sistema diventi efficiente e ampiamente disponibile – “Forse 10 anni è un periodo di tempo realistico per raggiungere la capacità commerciale, in termini di legislazione e tecnologia di processo necessari”.

UN MONDO SENZA FAME

La potenzialità degli alimenti prodotti utilizzando elettricità e altre materie prime disponibili sono enormi e avrebbero un impatto significativo sull’intero pianeta.
Attualmente, due sono i modi principali di utilizzo.

Innanzitutto, come mezzo per alimentare le persone affamate e fornire una fonte di cibo in aree non adatte alla produzione agricola. Pitkänen ha affermato che, in futuro, “la tecnologia può essere trasportata, ad esempio, nei deserti e nelle altre aree che affliggono la carestia”, fornendo una fonte di cibo economico e nutriente a coloro che ne hanno più bisogno.

La macchina funziona anche indipendentemente dai fattori ambientali, il che significa che potrebbe alimentare le persone in modo costante – Jero Ahola, professore di LUT, ha dichiarato nel comunicato stampa che “non richiede una posizione con le condizioni per l’agricoltura, come la giusta temperatura, umidità o un certo tipo di suolo “.

In secondo luogo, come mezzo per ridurre le emissioni globali riducendo la domanda di bestiame alimentare e le colture necessarie per alimentarle. Attualmente, l’industria della carne rappresenta tra il 14 e il 18 per cento delle emissioni globali di gas a effetto serra, nonché l’assunzione di campi di terreno che potrebbero essere applicati per altri scopi.

La produzione di cibo derivante dall’elettricità potrebbe ridurre la quantità di agricoltura insostenibile necessaria per riempire le nostre pancette in quanto ci fornisce un metodo più piccolo, più economico e rinnovabile per ottenere i nostri nutrienti. Altre soluzioni a questo problema includono la carne prodotta da laboratorio o la trasformazione dell’insetto, che produce meno spreco e richiede meno energia.

f: https://futurism.com/

Bagno derivativo o genitale

Bagno derivativo o genitale

Siamo un popolo civilizzato. Da millenni, continuiamo ad allontanarci dallo stato animale, ci umanizziamo ogni giorno più profondamente. Tra coloro che, su questa terra, hanno superato i problemi di sopravvivenza, tra coloro che non devono più temere, ogni giorno, il freddo, la fame o le grandi epidemie, la maggioranza delle competenze primitive è scomparsa. Per la maggior parte di noi non serve più nulla il sapersi arrampicare sugli alberi per sfuggire ai leoni, né riconoscere le erbe purganti come sanno fare i gatti. La nostra nuova competenza è il fucile contro il leone, il medicinale per curarci. Ogni acquisizione si accompagna a una perdita: funziona così l’evoluzione degli esseri viventi.

Il bagno derivativo è una competenza animale

E’ anche arcaica per quello che ci riguarda, poiché tra gli animali, l’istinto di rinfrescare il sesso in condizioni precise, come fanno cani e gatti, si presenta ai nostri occhi ogni giorno da sempre. Come gli animali che ci circondano, dovevamo sapere un tempo, molto tempo fa, come recare sollievo al nostro corpo bagnando il sesso con l’acqua fredda… intelligentemente. La miglior prova di ciò è che questa pratica esiste ancora, perfino in Europa, ma il pudore impedisce spesso di parlarne.

Il bagno derivativo – che consiste nel raffreddare esclusivamente il sesso in condizioni precise – è conosciuto da migliaia di anni. È probabile che facesse parte del nostro “materiale di sopravvivenza” all’inizio del mondo, se si fa riferimento agli animali che lo praticano essenzialmente quando sono malati, feriti, o troppo ben nutriti nelle nostre case, come accade spesso per gli animali domestici.

In Cina, il paese dell’agopuntura, si sa che l’estremità del pene nell’uomo e le grandi labbra nella donna sono le parti più reattive del corpo.

Il bagno derivativo, come può indicare il suo nome, fa – stando alle apparenze – derivare e viaggiare le sostanze, le materie, le molecole di troppo che abbiamo nel nostro corpo, quelle che non sono trasformate in muscoli, sangue, ossa.

Il bagno derivativo sembra dunque far ritornare lentamente queste eccedenze inutili lì dove erano all’inizio, nell’intestino, al fine di evacuarle. Può sembrare troppo semplice, troppo facile a dirsi, perché in questa definizione c’è qualcosa di quasi miracoloso ai nostri occhi. Saremmo tentati di rispondere: chi si vuole prendere in giro! Che prove avete? La ricerca scientifica e medica è talmente avanzata oggi che ci è difficile comprendere, accettare un’affermazione così pacifica.

È diventato difficilissimo capire che non bisogna “pagare” nulla per ottenere un buon risultato. È quasi scioccante.

Si tiene a precisare che si tratta esclusivamente di benessere e non di cure mediche o guarigione; queste sono funzioni del medico.

Certamente, visti i risultati ottenuti, sarebbe interesse di tutti che la Medicina si occupasse dei bagni derivativi, così come si interessa sempre di più dell’allattamento materno che, come il bagno derivativo, ricordiamolo, è efficace, facile – è il più diffuso nel mondo – e gratuito.
Bisogna imparare a leggere i segnali, ad ascoltare i richiami del nostro corpo. A non considerare più i segni di invecchiamento comparsi troppo presto come fatalità dovute all’età. Perché non è l’età che fa ingrassare, non è l’età che fa diventare troppo presto i capelli bianchi, non è l’età che invecchia la pelle prematuramente, non è l’età che fa male alla schiena… sono semplicemente i sovraccarichi immagazzinati nel corpo che rallentano la sua attività, che gli impediscono di trarre profitto correttamente dai nostri alimenti.

Dopo che avete consultato il medico, dopo che vi ha esaminato e analizzato a fondo e vi ha detto che non avete niente di particolare, che “è l’età”, prendete il vostro guanto di spugna e dedicatevi al bagno derivativo. Più ci sarà gente che praticherà il bagno derivativo, più aumenteranno le probabilità di vedere un medico che faccia la sua tesi sull’argomento. Già alcuni medici osservano, si interessano e a volte conoscono. Alcuni accettano subito di provare su di sé, ma ritengono che non ci sia «nessuno tra i loro pazienti a cui oserebbero parlare del bagno derivativo».
Possiamo sperare che tra qualche anno i bagni derivativi saranno ampiamente studiati dalla Medicina. E forse un giorno il medico potrà guidarci.

Tratto da I bagni derivativi. Un mezzo facile e gratuito per mantenersi in forma (Edizioni L’Età dell’Acquario 2004).

L’energia che non sai di avere

L’energia che non sai di avere

L’uomo è dotato, insieme al corpo fisico, di un corpo o sistema sottile composto da centri e canali di energia, come è ben noto alla tradizione induista e buddista ed agli insegnamenti esoterici delle religioni cristiana, islamica ed ebraica.

In corrispondenza dei sette principali plessi del nostro sistema nervoso si riconosce la presenza di sette centri di energia, o chakra, dotati ciascuno di valenze e qualità particolari e attraversati da tre canali energetici principali. Quando i chakra sono integri e puri, la loro influenza sul nostro sistema psico-fisico è positiva, e l’organismo viene protetto da malattie o da viziose assuefazioni.

Come descritto secoli fa dal santo indiano Gyaneshwar, addormentata in corrispondenza dell’osso sacro di ciascun essere umano, risiede la Kundalini, riflesso dell’energia primordiale della creazione. Shri Mataji Nirmala Devi, fondatrice di Sahaja Yoga, ci dona direttamente o per mezzo di qualsiasi Sahaja yogi, il risveglio spontaneo della Kundalini e, con questo, la consapevolezza del Sé e del sistema sottile.

Questa energia, una volta risvegliata, ascende lungo il canale centrale e purifica i chakra fino al settimo, il Sahasrara, sulla sommità del capo, dal quale fuoriesce realizzando lo Yoga, l’unione con il Divino. La Kundalini viene percepita come vibrazioni fresche, o brezza, sul palmo delle mani e sull’osso della fontanella. Lo Spirito Divino fluisce incessantemente nell’universo come vibrazioni di energia, cioè, onde molto simili alle altre varie onde elettromagnetiche che abbiamo imparato a percepire e utilizzare. Il risveglio della Kundalini può essere quindi realmente sperimentato.

Stabilizzando l’azione della Kundalini attraverso la meditazione e l’introspezione, si ha una crescita integrata e armoniosa della personalità, e lo sviluppo della spiritualità, che altro non è che conoscenza di noi stessi. È la Kundalini che ci dona spontaneamente e senza sforzo l’unione con lo Spirito, meta di tutti gli Yoga e di tutte le Religioni. È la seconda nascita, l’integrazione diretta con il Divino, senza alcun bisogno di intermediari.

La meditazione Sahaja Yoga è una tecnica che tutti possono imparare facilmente e viene insegnata gratuitamente nei corsi di meditazione. Ciascuno viene incoraggiato ad assumersi la responsabilità autonoma della propria vita e della propria crescita spirituale. In poco tempo si riesce ad utilizzare l’energia illimitata del sistema nervoso centrale autonomo, o parasimpatico.

Sahaja Yoga è uno Yoga spontaneo e naturale. Unico nella sua capacità di dare di sé una sperimentazione diretta nella meditazione e di trasmettere, a chi lo pratichi, la capacità di risvegliare la Kundalini in altre persone.

​Sahaja​ ​Yoga​ ​Alba​ ​e​ ​Asti  
asti@sahajayoga.it​​ ​​ ​-​ ​​ ​​alba@sahajayoga.it 
I punti fondamentali della DIETA IDEALE by Ettore Pelosi

I punti fondamentali della DIETA IDEALE by Ettore Pelosi

Ettore Pelosi è Medico Chirurgo, Dottore di Ricerca ed Esperto in Scienza dell’Alimentazione con due grandi passioni: alimentazione su base vegetale e alimentazione nello sport.
E’ convinto che una dieta appropriata, associata alla giusta attività fisica, offra ad ogni persona la possibilità di ottimizzare le sue performance in ogni contesto e momento della giornata.
Per questo motivo ha trasformato la sua passione in missione dedicandosi alla scienza dell’alimentazione integrata con l’attività fisica.
Oggi, lavora come medico nutrizionista ed è docente nel Master di Nutrizione ed Alimentazione applicata allo Sport dell’Università Politecnica delle Marche (Link).
Su questi presupposti è nata OmeoDieta: non una dieta, ma uno stile di vita che associa alimentazione e attività fisica per prevenire e curare, ma soprattutto per utilizzare al meglio le nostre potenzialità.
E’ nato a Lucca, vive a Torino con sua moglie e 4 figli: “Non ha senso ignorare i numerosi benefici che possono conseguire ad una buona alimentazione… ho corso la mia maratona in 2h41’06”… ma posso, devo ancora andare oltre!”

Nel precedente articolo abbiamo parlato di DIETA IDEALE indicando le sue caratteristiche e le azioni da svolgere per la realizzazione.
Ora andremo ad analizzare nel dettaglio i punti fondamentali di questo regime.

Alcalinizzante – Vegana
Ogni alimento può essere classificato sulla base del suo residuo in acido e basico, all’interno di una scala definita PRAL (potential renal acid load); alimenti ricchi di proteine e anioni come i formaggi, la carne, il pesce e in minor misura i cereali e i legumi, sono acidi (positivi nella scala); basici quelli ricchi in cationi (frutta e verdura).
Perciò una dieta in cui frutta e verdura tornano ad essere gli alimenti più rappresentati, come quella vegana, soprattutto se crudista, è di per se alcalinizzante.
Per il nostro organismo un elevato apporto di sostanze alcaline è fondamentale per combattere l’acidosi metabolica latente, responsabile della riduzione generale della nostra qualità di vita, della nostra stanchezza cronica (soprattutto quella mattutina) e dell’insorgenza di numerose patologie tipiche della società del benessere.
Andando a leggere le pubblicazioni scientifiche, si nota che esistono documenti importanti che dimostrano che le diete su base vegetale oltre a fornire tutti i nutrienti essenziali possono dare dei vantaggi per la salute rispetto a quelle onnivore.
La posizione dell’Associazione Americana dei Nutrizionisti afferma: “.. le diete su base vegetale ben pianificate sono sane, nutrizionalmente adeguate ed offrono benefici per la salute nella prevenzione e trattamento di numerose patologie”.
Le diete vegetariane infatti contengono meno grassi saturi, colesterolo e proteine animali, inoltre contengono più fibre, magnesio, folato, vitamina C, vitamina E, carotenoidi e altri fitonutrienti ed antiossidanti.
In numerosi studi è stata dimostrata un’associazione tra: persone che seguono diete su base vegetale e indici di massa corporea più bassi, livelli di colesterolo e pressione arteriosa più bassi, ridotta prevalenza di ipertensione.
Inoltre alcuni studi, probabilmente proprio grazie ai fattori su detti, hanno rilevato una ridotta prevalenza di eventi e mortalità legati a patologie su base cardio-vascolare.
Alcune ricerche suggeriscono infine che diete su base vegetale possono ridurre il rischio di sviluppare il diabete mellito di tipo 2.
Dunque benefici per la salute sono già raggiungibili tornando a scegliere diete ricche di frutta e verdura, con cereali integrali e legumi ben rappresentati e meno proteine animali.

Poco glutine
Recenti studi di gruppi Finlandesi e Statunitensi hanno dimostrato che la prevalenza della malattia celiaca è marcatamente incrementata negli ultimi anni.
Infatti, i dati mostrano che negli ultimi 50aa, negli USA, la celiachia è incrementata di circa 4 volte; questi numeri riflettono un reale incremento della patologia e non soltanto una sua migliore identificazione. Le ragioni di tale incremento non sono chiare, ma sicuramente dipendono da fattori ambientali come il cambiamento della natura del glutine o altri fattori correlati con la dieta.
Oltre al cambiamento di prevalenza, stiamo assistendo ad un cambiamento delle manifestazioni della malattia celiaca che non è più caratterizzata da sindrome da malassorbimento e diarrea; attualmente questa patologia si presenta come malattia sistemica con sintomi e segni quali anemia, osteoporosi, neuropatia periferica, atassia, sindrome del colon irritabile, dispepsia, ecc. ecc.
Alcuni pazienti sono asintomatici e la malattia viene identificata per caso eseguendo esami di screening in quanto appartenti a categorie di maggiore rischio (altri familiari con celiachia, colon irritabile, presenza di altre malattie autoimmuni e in particolare tiroiditi autoimmuni, diabete di tipo 1, sindrome di Down).
E accanto alla celiachia, è stata recentemente identificata la Gluten Sensitivity (GS), una sindrome caratterizzata da una clinica sovrapponibile a quella della celiachia, ma senza i criteri diagnostici di quest’ultima. E la GS ha una prevalenza ancora poco conosciuta che oscilla a seconda degli autori tra 1 persona su 100 e 1 su 4!!!
Dunque una dieta senza glutine può risultare in un miglioramento globale del nostro benessere, nel recupero di lucidità, capacità di concentrazione e determinazione.

Basso carico glicemico/insulinico
Indice glicemico e carico glicemico degli alimenti sono due concetti ormai noti alla maggior parte degli addetti ai lavori in campo nutrizionale e non.
Esprimono rispettivamente la velocità con cui lo zucchero contenuto in una certa quantità di alimento passa nel sangue e la quantità totale di zucchero presente in quell’alimento che passa nel sangue. Le tabelle che esprimono per ogni alimento indice e carico glicemico chiariscono come oltre agli zuccheri semplici, ai primi posti, vi siano le farine e i cerali raffinati.
Indice Insulinemico di un alimento indica l’incremento dell’insulina a seguito dell’assunzione di una certa quantità di alimento. Anche questo parametro va tenuto ben presente.
Gli alimenti di origine vegetale ed in particolare i cereali, che non abbiano subito lavorazioni, hanno tutti questi indici molto bassi; il nostro organismo, dal punto di vista metabolico, è capace di gestirli senza problemi. La raffinazione dei cereali, la maggior parte dei tipi di cottura etc. etc. determinano un marcato incremento di questi indici e dunque una cattiva gestione metabolica caratterizzata da picchi glicemici post-prandiali, conseguente eccessiva produzione di insulina da parte del pancreas, anabolismo con rapido deposito dei nutrienti, ipoglicemia…

Piccole quantità di sostanze nervine
Caffeina, teofillina e teobromina (ma anche efedrina, ioimbina, sinefrina…) sono sostanze che agiscono sul sistema nervoso e i cui effetti stimolanti sono proporzionali alla dose di assunzione.
Possono determinare insonnia, ansia, agitazione, tachicardia etc.; progressivamente inducono dipendenza e alla cessazione della loro assunzione compaiono frequentemente emicrania, incapacità di concentrazione, depressione, etc.
La loro presenza nella nostra dieta giornaliera può essere giustificata in piccole quantità e sporadicamente; difficile giustificarla nelle dosi in cui si trova comunemente rappresentata. Oggi, i nervini sono utilizzati per il loro effetto stimolante (che crea la dipendenza) con assunzioni ripetute nell’arco della giornata sotto forma di caffè, thè nero, thè verde, cioccolato, ed in quantità crescenti soprattutto dai soggetti più stanchi e stressati. Questo fa si che i benefici momentanei si accompagnino ad un progressivo incremento della sensazione di stanchezza generale, frequenza di cefalee, ansia, insonnia etc.

Questo modello nutrizionale si contrappone fortemente alla classica alimentazione occidentale, una dieta caratterizzata da troppi zuccheri, indici e carichi glicemici troppo elevati, proteine e grassi saturi in eccesso, carichi acidi molto elevati, vitamine e minerali in difetto.
La dieta ideale dal punto di vista teorico guida il nostro organismo verso la condizione di salute e benessere, consentendo di recuperare la nostra originaria forza e vitalità.
In più è etica, perché prevede un minor utilizzo delle risorse di madre terra, non prevede il sacrificio di esseri viventi e determina minor inquinamento.

Si tratta di una scelta forte e radicale, che richiede una più accurata pianificazione della giornata alimentare; ma i vantaggi sono evidenti e numerosi.
La scelta vegana comporta innanzitutto l’acquisizione di una consapevolezza alimentare superiore; in questa scelta è insito il rispetto per gli altri esseri viventi sacrificati (in tutti i sensi) alla nostra gola, per la terra da cui ricaviamo il cibo, per coloro che verranno dopo di noi e troveranno un mondo un po’ migliore. Col veganesimo è ineluttabile l’abbandono dei grassi e delle proteine animali; i primi riconosciuti come causa di infiammazione e ateroscelrosi, le altre tirate in causa da numerosi studi nel contributo alla genesi di diverse patologie. Inoltre la rinuncia ai cibi animali comporta un incremento dell’assunzione di cibi vegetali ricchi di vitamine, minerali, fitocomposti salutari e fibre.

La dieta ideale, quando applicata rigorosamente, richiede una particolare attenzione agli acidi grassi omega-3 che normalmente vengono assunti attraverso le carni dei pesci. Per questa ragione è raccomandabile l’assunzione di semi di lino tritati o olio di lino, in alternativa di noci.
Richiede anche un’integrazione di vitamina B12, essenziale per l’essere umano e assente nei cibi vegetali.
Per soggetti in accrescimento e per sportivi, soprattutto di potenza, richiede di porre particolare attenzione all’assunzione della giusta quantità di proteine. Queste si possono ricavare in forma completa dall’assunzione di cereali e legumi.

In conclusione, si fa un gran parlare della dieta perfetta; si pubblicano di continuo libri sull’argomento e trasmissioni e riviste sono prodighe di saggi consigli…
Certamente la dieta perfetta dovrebbe sposare caratteristiche nutrizionali particolari, ma al contempo dovrebbe trovare il nostro completo gradimento, essere pratica e avere la possibilità di esser condivisa con i propri cari. La dieta infatti è espressione delle tradizioni, della cultura, del gusto, ma anche di aspetti soggettivi come il carattere: è espressione della nostra determinazione e delle nostre debolezze …. caratteristiche che ci mostrano quanto sia un elemento caratterizzante e specifico di ogni persona, vale a dire una dieta personalizzata e differente, UNICA, per ognuno di noi.
E’ fondamentale scegliere ogni giorno il nostro cibo e le nostre ricette, sulla base del piacere e del benessere che ricaviamo da questa scelta….
Noi abbiamo il diritto/dovere di farlo, non qualcun altro al posto nostro!

Certo le caratteristiche nutrizionali ideali possono essere indicate e partendo da queste possiamo tracciare la dieta ideale, ma resta il fatto che la scelta finale sarà sempre la vostra!

Il regime proposto vorrebbe essere non soltanto salutare ma anche etico, vorrebbe suggerire uno stile di vita più consapevole, che ci riavvicini alla terra, per restituirci i nostri veri ritmi biologici; una vita con meno stress, più serenità, più interesse verso gli altri, verso le cose davvero importanti …utilizzate queste pagine come una guida e provate!
Provare non nuoce! 🙂

Ettore Pelosi MD
ettore.pelosi@gmail.com
www.omeodieta.it

LA DIETA IDEALE by Ettore Pelosi

LA DIETA IDEALE by Ettore Pelosi

A scrivere è Ettore Pelosi, Medico Chirurgo, Dottore di Ricerca ed Esperto in Scienza dell’Alimentazione con due grandi passioni: alimentazione su base vegetale e alimentazione nello sport.

“Sono convinto che una dieta appropriata, associata alla giusta attività fisica, offra ad ogni persona numerosi vantaggi, tra i quali il raggiungimento ed il mantenimento del peso ideale, la riduzione del rischio di malattie, la fiducia nelle proprie potenzialità, la capacità di ottenere risultati di ottimo livello, il miglior adattamento e recupero da eventi e situazioni “stressanti”, la possibilità di provare tutti cibi e di partecipare alle occasioni conviviali.
Sebbene non esistano cibi o diete magiche, tuttavia ci sono numerose strade per mangiare e bere appropriatamente in modo da poter raggiungere una condizione fisico-mentale che consenta di conseguire e mantenere i propri obiettivi negli ambiti familiare, lavorativo e ricreativo.
Oggi non ha alcun senso ignorare i numerosi benefici che possono conseguire ad una buona alimentazione!”

La dieta ideale e dieta perfetta sono due cose ben differenti: la prima è quella che auspicabilmente chiunque dovrebbe provare a realizzare per soddisfare i fabbisogni nutrizionali, mantenere la salute e prevenire le malattie; la dieta perfetta è quella scelta da ognuno di noi sulla base del gusto, della tradizione/abitudini e sulla base del benessere psico-fisico che ne riceve.
Spesso la dieta perfetta è molto lontana da quella ideale; oggi molto più spesso di un tempo!

Lo scopo di questo lavoro è quello di delineare i punti principali per realizzare una dieta ideale, sottolineandone le caratteristiche e provando ad aggiungere le informazioni necessarie per renderla realizzabile.

La DIETA è IDEALE se (i punti fondamentali):

– alcalinizzante (ricca di frutta e verdura),
– con basso carico glicemico/insulinemico (preferendo agli zuccheri semplici e alle farine raffinate, i carboidrati dei cereali integrali, quelli dei legumi e gli zuccheri della frutta),
– povera di grassi (e quei pochi prevalentemente mono- poli-insaturi come quelli della frutta secca, dell’olio extra-vergine d’oliva, degli oli estratti a freddo dai semi oleaginosi);
– povera di sostanze pro-infiammatorie come il glutine e i grassi animali;
– povera di sostanze nervine come quelle contenute in tè, caffè e cacao.

Esaminando le caratteristiche sopra indicate, ecco le azioni da svolgere per rendere realizzabile la dieta ideale:

1) per ridurre gli indici glicemici utilizzare cereali integrali, legumi, verdura e, in piccole quantità, frutta fresca (talvolta quella disidratata);
2) per ridurre i grassi saturi e le proteine animali evitare carne, pesce, uova, latte-latticini e utilizzare proteine di provenienza vegetale come quelle che si ritrovano nei cereali, negli pseudo-cereali, nei legumi, nella frutta secca e in piccola ma significativa quantità nelle diverse verdure, ortaggi e frutta;
3) evitare/limitare il glutine (grano o frumento, grano karasau, farro, orzo, segale e avena) sostituendolo/alternandolo con riso, miglio, grano saraceno, quinoa, amaranto e mais;
4) evitare/limitare le sostanze nervine come quelle contenute nel caffè, tè, cacao, cola.

Vegana e preferibilmente crudista, alcalinizzante, con poco glutine, con bassi carichi glicemico / insulinico e priva/povera di sostanze nervine, ecco la dieta ideale!

Nel prossimo articolo analizzeremo i punti fondamentali di questo regime.

Ettore Pelosi MD
ettore.pelosi@gmail.com
www.omeodieta.it

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