Con il mese di dicembre si entra nel mese delle festività e dei festeggiamenti. Il periodo sarà buono per fare visita a parenti vicini e lontani o amici e colleghi di lavoro, ed ogni occasione sarà buona per riempirsi di ogni sorta di cibo e bevanda non proprio leggera e salutare. Cibi e bevande tipici del  periodo delle festività sono generalmente ricchi di grassi, soprattutto di grassi animali, zuccheri raffinati, alcool, coloranti e benzoati ed influiscono inevitabilmente su colesterolo e corretto funzionamento della circolazione sanguigna, sul proprio rendimento fisico e potrebbero avere ripercussioni anche più evidenti sul fegato e sulla propria linea e peso corporeo. Un paio di esempi. Molte bevande gassate dolci possono contenere, oltre ad una quantità micidiale di zuccheri, sodio benzoato e coloranti artificiali. Possono inoltre contenere aromi di dubbia origine. Se ad esempio consideriamo il solo sodio benzoato, conservante generalmente contenuto in queste bevande, sappiamo che (tra gli altri) esso riduce la disponibilità di potassio nell’organismo. Il potassio è un minerale impiegato in molti processi e si trova nel nostro organismo come ione positivo ed è lo ione maggiormente presente nelle cellule.  Una carenza di potassio può avere molti effetti negativi, il più immediato è quello di ridurre l’energia disponibile nell’organismo. E’ anche a causa di una riduzione di potassio dovuta ad eccessiva sudorazione che d’estate spesso ci sentiamo spossati. Per quanto riguarda l’alimentazione invece, i cibi grassi, oltre ad un diretto aumento di peso corporeo, hanno come effetto negativo la capacità di fare aumentare il colesterolo negativo nel nostro sangue, con effetti diretti e indiretti tutti a carico del nostro cuore. I cibi grassi portano anche una quantità di lavoro eccessivo a carico del fegato e possono essere causa di epatopatia steatosica. Vuoi altri esempi ? Direi che quanto preso in considerazione può essere sufficiente per farti ragionare un attimo su quelli che possono essere i comportamenti da adottare ed i rimedi naturali da impiegare al fine di ridurre i danni che possono derivare da un eccesso di alcuni alimenti. Un occhio alle quantità Non è elegante rifiutare gli inviti, tanto meno rifiutare il cibo o la bevanda quando si è accettato un invito. Si può tuttavia decidere cosa e quanto mangiare o bere. Riducendo le quantità si riducono anche gli eventuali problemi annessi. Per i brindisi è preferibile scegliere  il vino alle bevande colorate ed alcoliche con tante bollicine e con nomi moderni. Ovviamente in quantità limitate. Mangiare di tutto un po’ sarà la strategia migliore. Vista la quantità di grassi inserita nelle pietanze di questi mesi è consigliabile dirigersi perlopiù su piatti di origine vegetale, favorendo quindi le verdure. Comportamenti salutistici da adottare Sebbene i mesi invernali non siano molto invitanti, delle lunghe passeggiate possono essere risolutive contro i piccoli eccessi. In particolare modo contro i grassi accumulati.  Se non ti fosse possibile fare delle passeggiate quotidiane è comunque consigliabile adottare una piccola serie di accorgimenti finalizzati a farti fare del movimento in più. Puoi ad esempio preferire le scale all’ascensore,  oppure lasciare la macchina un po’ più lontano, ti obbligherà a fare due passi di prima mattina o al rientro. Se fai un lavoro sedentario non dimenticare di fare delle soste per fare del movimento o due passi. Qualsiasi operazione che comporti ulteriore movimento è sempre un valido aiuto. Rimedi naturali ed erbe officinali per la depurazione Il mondo vegetale ha a disposizione una serie di erbe officinali e di sostanze naturali facilmente reperibili in erboristeria come integratori alimentari che possono aiutarci a depurare l’organismo, ridurre il colesterolo ed aiutarci a trovare il giusto peso corporeo.  

Depurazione del Fegato

Carciofo. Il carciofo è un alimento amaro molto impiegato nella cucina mediterranea. La sua attività depurativa principale la si deve alla presenza di alcuni principi attivi specifici come cinarina, cinaropicrina e acido caffeico. Contiene anche una piccola dose di Acido clorogenico principio attivo al quale vengono attribuite proprietà dimagranti. Cardo mariano. E’ una pianta affine al carciofo e deve la sua attività di contrastare l’accumulo di grassi a carico del fegato grazie ad un flavonoide, la Silimarina. L’azione protettiva dei principi attivi é stata più volte dimostrata scientificamente. Bardana. E’ una pianta originaria dei paesi nordici nota anche con il nome di “Lappola”. Dalla radice si estraggono molti principi attivi, il più interessante sembra essere l’inulina che viene indicata perlopiù come trattamento per contrastare impurità della pelle causata da un mal funzionamento del fegato. La pelle è spesso portavoce dei problemi del fegato. Tarassaco. E’ una pianticella molto diffusa in Italia e impiegata come alimento nelle insalate, ha un fiore giallo e foglie seghettate ed è nota per il soffione che si genera dal frutto e che si disperde con il vento, e con il quale molti di noi hanno certamente giocato. Il Tarassaco vanta una importante “azione coleretica” - cioè un’azione di pulizia del fegato grazie ad un aumento di produzione di bile - dovuta agli alcoli triperpenici e dai lattoni sesquiterpenici. E’ impiegato anche come diuretico grazie alla congiunta attività dei flavonoidi degli eudesmanolidi e del potassio.  

Colesterolo e Rimedi

Berberina. E’ un alcaloide estratto dal Crespino che in ha dato risultati interessanti sul mantenimento dei livelli di colesterolo e trigliceridi a livelli fisiologici. Monascus.  Il monascus purpureus, meglio conosciuto come riso rosso, viene impiegato nella forma fermentata dalla quale si ottiene la monacolina, principio attivo che ha manifestato importanti proprietà ipocolesterolemizzanti. Aglio. Alimento facilmente reperibile ed impiegatissimo nella cucina italiana, è in grado di ridurre il colesterolo nel sangue grazie ad alcuni suoi costituenti che in svariati studi scientifici sono risultati in grado di ridurre la quantità di enzimi coinvolti nella formazione del colesterolo, riducendo di conseguenza la formazione e la quantità di colesterolo totale. Caigua. E’ una pianta originaria delle Ande che produce una piccola zucca impiegata anche come alimento dai nativi. In passato é stata oggetto di svariati studi e in alcuni di essi è stato rilevato che l’impiego regolare di Caigua, unitamente ad una dieta adeguata, porta a risultati importanti nella riduzione di colesterolo. Garcinia. Conosciuta come “Garcinia Cambogia” viene impiegata nel trattamento del colesterolo grazie alla presenza dell’ idrossicitrato contenuto nella buccia che sembra in grado di ridurre il colesterolo partendo da una riduzione glicemica nel sangue.  

Riduzione del Peso Corporeo

Il capitolo “riduzione del peso corporeo” merita una piccola premessa in quanto “erbe e dimagrimento” è un capitolo sempre controverso. Iniziamo col dire chiaramente che non esistono prodotti erboristici che ti faranno perdere “X” chilogrammi con certezza. In questo campo non esistono prodotti miracolosi. Sia chiaro. In natura esistono molte erbe officinali  che attraverso svariati meccanismi d’azione sono in grado di aiutare la linea e ridurre il peso corporeo. Queste avranno efficacia unicamente se inserite nel contesto giusto di una dieta variata, ipocalorica ed accompagnata da del giusto movimento quotidiano.  

Meccanismi di azione delle erbe officinali

A grandi linee possiamo identificare in tre i meccanismi di azione principali: - riduzione del senso di fame; - aumento della termogenesi; - riduzione dei grassi.  

Riduzione del senso di fame

Glucomannano.  E’ una fibra ottenuta dalla radice della pianta “amorphophallus konjac”. La proprietà di questa sostanza altamente purificata è quella di rigonfiarsi nell’intestino adducendo un senso di gonfiore e riducendo il senso di fame. Essendo una fibra regolarizza anche il transito intestinale.

Rodiola rosea e Griffonia. Fame nervosa ed eccesso di fame possono dipendere anche da fattori emotivi e stati di depressione e/o melanconia passeggera. Griffonia e Rodiola rosea vengono indicate come erbe officinali in grado di contrastare gli attacchi di fame.

 

Metabolismo e termogenesi

Con metabolismo si intende una serie di complessi meccanismi biochimici che negli organismo viventi hanno come finalità principale quella di “estrarre energia dagli alimenti” per convertirla in energia da impiegare per le normali attività biologiche, al battito cardiaco, al respiro (metabolismo basale) al movimento. Esistono in natura erbe officinali che sono in grado di stimolare questo aspetto aumentando il dispendio energetico contribuendo a ridurre gli eventuali depositi di grasso. Citrus Aurantium. Si tratta dell’ Arancio amaro, dalla cui scorza lavorata ancora acerba si estrae una sostanza, la sinefrina, con attività  simpaticomimetica. La sua caratteristica è quella di interagire con i recettori adrenergici del tessuto adiposo i quali, una volta attivati, innescano un meccanismo di conversione in calore del grasso decretandone  un lento ma continuo impiego a fini energertici. Fucus. Noto anche come alga bruna è ormai un classico delle diete dimagranti. La sua fama è dovuta alla presenza di iodio che una volta assorbito va a concentrarsi nella tiroide dove viene incorporato negli ormoni tiroidei tiroxina. Questi stimolano a loro volta il metabolismo basale con una conseguente riduzione del peso corporeo. Caffè verde. E’ l’estratto erboristico del momento. Con il termine caffè verde non si fa riferimento ad una variante esotica del caffè (coffea arabica) ma al seme di caffè che non ha subito il processo di torrefazione. Cioè non è stato tostato come il caffè a cui siamo ormai abituati. Il caffè tostato, per ottenere il suo gusto caratteristico amaro e la sua colorazione marrone, subisce una lavorazione di tostatura, nota con il nome di torrefazione, nella quale evaporano la maggior parte delle molecole dell’acqua contenute e con esse molte delle sostanze originariamente contenute nel chicco. Tra queste molti polifenoli e l’acido clorogenico che, secondo recenti studi, risulta essere il principale attore dell’azione dimagrante del “prodotto”.  La caffeina, ancora legata all’acido clorogenico, ha un’azione più duratura e, com’è noto, contribuisce a ridurre il senso di fame e ad avere una azione termogenica che contribuisce al controllo del peso corporeo.  

Conclusioni e avvertenze

Molte delle erbe officinali qui indicate sono reperibili in erboristeria come integratore alimentare. Generalmente i prodotti commerciali sono sicuri alle dosi raccomandate dai produttori. Se si stanno assumendo farmaci è sempre consigliabile il consulto medico. Anche in stati fisiologici particolari o durante una malattia è bene consultare il proprio medico curante. Le donne in gravidanza o in allattamento sono scoraggiate all’impiego di questi prodotti. Occorre ricordare inoltre che “naturale” non necessariamente significa innocuo. Pertanto evitare assolutamente il fai da te. Prodotti in internet sono acquistabili in tutta sicurezza su siti italiani sicuri. Fare sempre una verifica del sito sul quale state acquistando.   Testo di Enrico Nunziati  -  www.rodiola.info